EF Education-EasyPost, il team manager Jonathan Vaughters: “Se Pogačar corresse per la Cofidis, il ciclismo non sarebbe più divertente?”

Tadej Pogačar che corre con la maglia di campione del mondo per la Cofidis. No, non è una suggestione di CicloMercato ma una provocazione bella e buona lanciata da Jonathan Vaughters, team manager della EF Education – EasyPost. Con l’inizio della stagione 2026, il tema della disparità nel ciclismo è tornato caldo: nel 2025 la UAE Team Emirates XRG, di gran lunga la formazione più ricca nel World Tour, ha sfiorato le 100 vittorie, facendo incetta nelle competizioni più importanti. Le cinque Monumento e i tre Grand Tour sono stati divisi tra solo tre squadre: appunto quella emiratina, che è sempre salita sul podio di queste corse, la Visma | Lease a Bike, in grado di vincere il Giro con Simon Yates e la Vuelta con Jonas Vingegaard, e la Alpecin-Premier Tech, trainata dal fenomeno Mathieu Van Der Poel nei successi ottenuti a Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix. Almeno sulla carta, è facile immaginare che la storia possa ripetersi anche quest’anno.

Anche per questo Jonathan Vaughters è tornato sull’argomento del tetto salariale in un’intervista a Rouleur, dove il numero uno della EF Education – EasyPost, squadra World Tour, ha condiviso il suo pensiero sull’argomento: “È indubbiamente il momento di introdurre il salary cap nel ciclismo. La UAE Team Emirates XRG ha un budget di circa 75 milioni di dollari e compete contro alcune squadre con un budget di 20 milioni. C’è troppa disparità. È più del triplo, sai già chi vincerà”.

Lo statunitense ha quindi lanciato la sua idea provocatoria: “Le persone si arrabbiano quando si parla di salary cap e limiti ai budget. Ma immaginate quanto sarebbe divertente se Pogačar, il miglior corridore del mondo, dovesse correre per la Cofidis. La corsa sarebbe piuttosto divertente perché avrebbe un team che non ha la capacità di controllare la corsa in alcun modo. Dovrà essere in grado di controllare da solo, mentre ci sono altri team che magari hanno cinque corridori forti. Magari nessuno di loro è forte come Tadej singolarmente, ma la squadra ha più profondità. Beh, a quel punto chi vincerebbe? A quel punto la corsa sarebbe piuttosto interessante perché il risultato non è certo“. Il riferimento alla squadra francese, realisticamente, è perché è stata una delle meno competitive nella categoria WorldTour, tanto da retrocedere a Professional al termine del triennio dei punti UCI.

Jonathan Vaughters ha poi proseguito: “L’anno scorso, delle duecento corse di cui parliamo, cento sono state vinte da una squadra sola, in maniera monotona ancora e ancora. Ovviamente potresti dire: ‘Okay, Jonathan, sei solo geloso’. E avresti ragione, lo so. Ma ciò che voglio dire è che quello che mi preoccupa maggiormente è che la corsa diventi noiosa e ci sia solo questo ragazzo che continua a vincere, o che ci sia solo una squadra estremamente ricca che continua a vincere. Questo fa male a tutto lo sport”.

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